In un edificio di tipo industriale la componente strutturale più delicata è rappresentata dal pavimento per via delle molteplici sollecitazioni cui esso è sottoposto durante il suo ciclo di vita: cicli di carico e scarico, possibili aggressioni chimiche, carichi statici e dinamici.
Da questo deriva la necessità di una progettazione accurata della struttura del pavimento in funzione della destinazione d’uso.
Il progettista di concerto con il committente dovrà definire le prestazioni attese dal pavimento e definire nel capitolato tutte le prescrizioni necessarie ad assicurare che la corretta messa in opera garantisca il raggiungimento delle caratteristiche desiderate. Il progetto deve contenere prescrizioni in merito a:

Oltre ad essere un ottimo sistema di riscaldamento per l’inverno, l’impianto radiante è la soluzione ideale anche per il raffrescamento estivo. Con un unico sistema, a basso consumo e invisibile, è quindi possibile ottenere comfort e risparmio in tutte le stagioni.
Gli impianti radianti per la climatizzazione estiva rappresentano una grande innovazione.
Agendo sulla temperatura delle superfici che ci circondano, questi impianti garantiscono un ambiente confortevole senza movimenti di aria, anche nelle giornate più calde.
Una pompa di calore può riscaldare l'acqua fino a 60°C, ma consigliamo di non superare i 55°C.
I vecchi impianti a termosifoni sono solitamente dimensionati per funzionare a 65-70°C. Quindi è possibile usare la pompa di calore nelle mezze stagioni e nelle giornate meno fredde.
La pompa di calore per riscaldamento garantisce un elevato risparmio energetico,
che viene incrementato abbinando la pompa di calore agli impianti radianti (a pavimento, parete o soffitto) dove la temperatura di circolazione è mediamente di 30-35°C.
In questo caso il risparmio può andare da un 40% ad un 70% rispetto ai sistemi tradizionali che impiegano combustibili.
-> Scopri la nuova tariffa elettrica D1 per pompe di caloreQuando si installa una pompa di calore in un'abitazione, il contatore deve essere aumentato di potenza quasi sempre.
Di solito il contratto standard (3 kW, in tariffa D2) non è sufficiente per sostenere la richiesta di potenza di una pompa di calore.
Il passaggio ad un contratto di potenza superiore fa crescere sensibilmente i costi medi per kW, soprattutto per l'aumento dei costi fissi.
Ma il problema maggiore in termini di maggiorazione del costo per kilowatt, dopo l'installazione di una pompa di calore, diventa l'aumento progressivo del prezzo dell'energia elettrica all'aumentare dei consumi.